Massimo Giletti e il racconto della malattia: “In un centro specializzato di Ginevra non mi diedero grandi speranze”

Nelle fredde e uggiose giornate d’inverno, i nostri più fedeli “compagni di giochi” diventano film, fiction e programmi tv. Tutti, dunque, abbiamo modo di trascorrere un po’ del nostro tempo guardando le trasmissioni che più ci piacciono, e ciò comporta anche imparare a conoscere meglio alcune delle celebrità del mondo dello spettacolo. Uno dei personaggi più amati e seguiti dai telespettatori è, senza dubbio, Massimo Giletti, conduttore della trasmissione in onda su La7 Non è l’arena.

L’immagine che il giornalista ha sempre mostrato di sé è quella di un uomo forte e combattivo, oltre che di un professionista che non si ferma davanti a niente. Durante la sua infanzia, tuttavia, Massimo è stato un bambino sofferente e deriso dai compagni di scuola, perché affetto da una grave malattia che ha segnato la sua gioventù e la sua adolescenza. Ecco il racconto del noto conduttore.

La scoperta della malattia

Chi segue con passione e con costanza Massimo Giletti, di certo saprà che è sempre stato un uomo molto riservato. Alcuni anni fa, tuttavia, il giornalista decise di rilasciare un’intervista a Ok salute e benessere per permettere agli italiani di entrare un po’ di più nel suo privato, tramite il racconto di uno dei periodi più bui e difficili della sua vita: gli anni in cui ha dovuto combattere contro una grave forma di scoliosi.

Ecco le parole di Massimo Giletti inerenti al momento in cui la patologia ha iniziato a manifestarsi: “Una curva vistosa della mia colonna vertebrale: questo nota all’improvviso mia madre facendomi il consueto bagno della sera […]. Ho appena cinque anni, sono un bambino sereno e vivace, che ama correre e giocare all’aperto. Quella curva preoccupa la mamma, che mi porta immediatamente dal primario di ortopedia di un ospedale torinese. Ricordo ancora quell’edificio vecchio e triste. Freddo come la sentenza che lo specialista butta lì senza mezzi termini, e a dire il vero senza neppure troppo tatto: ‘Questo bambino non starà in piedi da solo ancora troppo a lungo‘. Scopro così di essere affetto da una grave forma di scoliosi, insolita in un bimbo così piccolo: in genere il rischio arriva un po’ più tardi, con l’età dello sviluppo”.

Il doloroso percorso che precede la rinascita

Dopo aver scoperto di essere affetto da una forma molto grave e precoce di scoliosi, Massimo Giletti intraprese un lungo percorso di cure all’insegna di busti, ospedali e riabilitazione. Dopo vari tentativi falliti, la mamma del giornalista decise così di cambiare strada e di rivolgersi a un centro specializzato in Svizzera, così come ha raccontato Giletti nel corso dell’intervista precedentemente citata: “L’unica soluzione sembra l’intervento chirurgico, a quell’epoca lungo e rischioso. Mia madre non ne ha alcuna intenzione. Opta invece per un centro fisioterapico specializzato di Ginevra, presso l’hôpital Gourgas. Neppure lì mi danno grandi speranze, ma mi sottopongono a intense sedute di ginnastica specifica”.

Trascorsi molti anni dal giorno della diagnosi, l’incontro con Margherita, fisioterapista torinese, cambiò per sempre la vita di Massimo Giletti. Il conduttore, infatti, tramite una speciale attrezzatura ideata proprio dalla dottoressa, è riuscito non solo a interrompere il processo di peggioramento della scoliosi, ma anche a farla regredire, riuscendo così a condurre una vita normale e diventare il grande uomo che noi tutti oggi conosciamo.

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